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SCUOLA: Libertà di scelta educativa. Due convegni

“Ad uno Stato accentratore, tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sostituire uno Stato veramente popolare”, di conseguenza “invochiamo l’autonomia e il più largo decentramento nelle unità regionali.” Scriveva così don Sturzo, cento anni fa, nell’appello Ai liberi e forti, mettendo le autonomia locali abase del programma del Partito Popolare Italiano.

Questo bisogno di autonomia è diventato attuale in questi ultimi tempi per la Lombardia e altre due regioni, Veneto ed Emilia (ma altre s’aggiungeranno). Le materie sulle quali il governo regionale lombardo chiede autonomia sono 23, ma la punta di diamante è la scuola.

E allora riportiamo un’altra celebre affermazione di don Sturzo del 1947: “Finché gli italiani non vinceranno la battaglia delle libertà scolastiche in tutti i gradi e per tutte le forme, resteranno sempre servi: servi dello Stato (sia democratico o fascista o comunista), servi del partito (quale ne sia il colore), servi di tutti, perché non avranno respirato la libertà fin dai banchi di scuola, di una scuola veramente libera.”

Autonomia e libertà scolastica, due capisaldi di uno Stato veramente democratico, che in Italia non sono ancora pienamente realizzati.

Per quanto riguarda la libertà scolastica, l’Italia è fanalino di coda dell’Europa insieme alla Grecia. Da noi un genitore non può scegliere liberamente l’educazione dei propri figli, sia sul piano dell’indirizzo culturale, sia sul piano dei valori, sia sul piano della qualità e dei contenuti dell’insegnamento, se non pagando una seconda volta le tasse scolastiche tramite una retta che una scuola paritaria è costretta ad applicare. In tal modo vengono discriminate le famiglie più deboli, quelle più numerose, quelle che vivono situazioni di fragilità.

Una situazione insostenibile che con l’autonomia regionale potrebbe essere superata, soprattutto in una Lombardia che in campo scolastico ha già dato segnali di novità e di rinnovamento da una ventina d’anni.

Perché si possa arrivare alla realizzazione della piena libertà di scelta educativa le organizzazioni delle scuole paritarie propongono, la prossima settimana, due iniziative di grande rilievo.

Innanzitutto un Convegno dal titolo significativo “La libertà di scelta educativa nel Modello Lombardo: come valorizzarlo nell’Autonomia”, organizzato,  sabato 23 marzo 2019, dalle ore 9,00 alle 13,00 presso il Teatro Guanella di Via Dupré a Milano, dall’Associazione Vita Consacrata in Lombardia, con il patrocinio delle Associazioni AGeSC, AGE, A.N.I.N.S.E.I Lombardia, Cdo Opere Educative, Comitato Politico Scolastico non statale, Diesse Lombardia, FAES, FIDAE Lombardia, F.I.L.I.N.S. Lombardia, FISM Lombardia, Opera Nazionale Montessori, Chi ben Comincia.

L’obiettivo è il rafforzamento e l’ampliamento di una normativa che dia risposte positive alle esigenze del settore paritario, volto a permettere il crescere di offerte formative innovative e di qualità, nell’interesse di studenti e famiglie. Tale modalità di lavoro e di collaborazione ha costruito un positivo “modello lombardo” che – grazie a una valorizzazione dell’autonomia – può essere replicato in altre Regioni, secondo gli auspici degli organizzatori del Convegno. Al convegno ha garantito la sua presenza il presidente della Lombardia Attilio Fontana.

Dopo i saluti di Padre Luca Zanchi (Presidente Associazione Vita Consacrata della Lombardia) parleranno di educazione il prof. Vittore Mariani dell’Università Cattolica e mons. Paolo Martinelli (Delegato C.E.L. per la Vita Consacrata); le associazioni delle scuole paritarie porteranno le loro esperienze sulla dote scuola e sul modello 0-6 anni; esempi di buone pratiche nella scuola saranno offerti da altre associazioni, comprese quelle dei genitori; infine il convegno vedrà la significativa presenza delle Istituzioni scolastiche rappresentate dalla dott.ssa Carmela Palumbo (Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, Miur), dall’assessore Melania Rizzoli (Assessore Istruzione Formazione e Lavoro, Regione Lombardia), dal dott. Emanuele Contu (Dirigente Tecnico per Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia), nonché – come s’è detto – dal presidente della Lombardia Attilio Fontana che daranno il loro apporto. Concluderà il convegno suor Anna Monia Alfieri, referente scuola USMI Lombardia.

Proprio al tavolo dell’USMI, sigla che unisce le congregazioni religiose femminili italiane, si è deciso di proseguire con una determinata azione culturale, allo scopo di liberalizzare il sistemascolastico, garantendo il diritto dei genitori e incentivando il pluralismo educativo, attraverso il costo standard sostenibile per allievo, inteso come “dote spettante ad ogni persona (bambino o adulto che sia) per il diritto all’educazione”, ribadito nella Dichiarazione Universale, nella Carta dei diritti dell’Unione Europea e nella Costituzione Italiana.

Il costo standardsi presenta come l’unica strada percorribile per uno Stato che spreca ben 7 miliardi di euro all’anno per impedire la libertà dei genitori e piegando le scuole statali sotto la morsa di un’autonomia negata.

A questo primo convegno farà seguito, il giorno successivo, domenica 24 marzo 2019, la prima “Giornata per la libertà di scelta educativa”. L’iniziativa, promossa nel teatro Cagnoni di Vigevano, prevede una mattinata di interventi e testimonianze e, nel pomeriggio, uno spettacolo musicale sui Promessi Sposi, a cura del Centro scolastico Giovanni Paolo II di Melegnano e dell’Accademia Ucraina di Balletto (Milano).

In una tavola rotonda condotta da Valentina Santarpia del Corriere della Sera, si parlerà di una pedagogia per l’inclusione tra famiglia e scuola (Luigi D’Alonzo), con riferimento anche alle strategie innovative lombarde (Nicola Stilla); un rappresentante della Giunta Regionale Lombarda parlerà sul tema: “Stato e famiglia alleati per una libera scelta educativa”; toccherà poi a mons. Gervasoni, vescovo di Vigevano trattare il tema: “Per una dimensione cristiana dell’educazione in una scuola secolarizzata”; a suor Monia Alfieri il compito di parlare della libertà di scelta educativa della famiglia e a Valentina Aprea, già assessore all’Istruzione nella Regione Lombardia, quello di illustrare “il modello lombardo per la libertà di scelta educativa. Concluderà un rappresentante dei genitori il presidente Agesc Lombardia Silvio Petteni.

 

Giorgio Zucchelli

presidente Fidae Lombardia

 

 

 

 

 

 

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